Come sono arrivata qui

La mia strada professionale è passata attraverso una laurea in ingegneria biomedica e molti anni come manager in azienda.

Il mondo dei sistemi e dei processi mi ha insegnato a organizzare, pianificare e rendere visibile ciò che altrimenti resterebbe astratto. Sul campo ho compreso presto che nessuna struttura, per quanto ben progettata, funziona da sola: ciò che accade dentro una persona ha un impatto inevitabile su ciò che accade fuori e, in mancanza di una direzione chiara, anche la vitalità rischia di disperdersi.

Così notavo che ascolto e connessione nutrivano sempre più il mio modo di entrare in relazione con le persone. E lo stesso accadeva in me.

Questo bisogno di accorciare la distanza tra strategia e vissuto umano mi ha condotta a una formazione triennale in counseling a indirizzo deep mindfulness e ad approfondire i miei studi nel campo delle dipendenze affettive e della fame emotiva.

L'approccio mindfulness è stato una carezza gentile che mi ha restituito la libertà di guardare ciò che accade dentro e fuori da me con gentilezza e pazienza. Quella libertà che con gli anni silenziamo sotto il peso delle aspettative, nostre e degli altri.